Di ritorno da una vacanza sul Mar Rosso, con ancora negli occhi il suo blu trasparente e splendente, la sua fauna amica e variopinta, sulla pelle il caldo asciutto ed il vento fresco del suo clima, nelle orecchie il silenzio di fondo del deserto che gli insediamenti turistici non hanno ancora annullato, penso a Mosè e mi domando se, pure inseguito dal Faraone, abbia avuto il modo di ammirare la meraviglia di quel mare che lui ha reso famoso millenni prima di qualsiasi tour operator.
Mi piace credere che Dio gli abbia spalancato davanti quel mare delle meraviglie non solo per salvarlo dal Faraone, ma soprattutto per gratificarlo e ricompensarlo della sua fede. E sul monte Sinai, poi, sono sicura che più che davanti a Dio si sia trovato davanti ad un panorama da Dio che è poi la stessa cosa. Dopo sarà morto felice lo stesso anche se non è arrivato nella terra promessa.
P.s. Gli animatori e gli addetti ai turisti nei villaggi pensano che Mosè sia il nome di un cantante di cui a loro non sia ancora giunta notizia e nemmeno i turisti sanno chi sia, Non vogliono essere disturbati, comunque, con domande così difficili mentre sono intenti ad arrostirsi al sole o a prepararsi per partecipare agli spettacoli preparati dall’animazione uguali a quelli che sono abituati a godere in Tv e di cui anche qui non possono fare a meno e anzi qui possono sentirsi addirittura protagonisti.
E' questo il livello culturale medio degli italiani?
Quando penso che, come ha detto Berlusconi, a Porta a porta, gli effetti della sua riforma scolastica si apprezzeranno a pieno più avanti, rabbrividisco.
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