Uno spiraglio di luce balena nella cronaca nera della malasanità. Una soluzione, ed anche economica, si prospetta per i gravissimi problemi che l'affliggono. Non è una boutade, ma una speranza concreta perché io Marco lo conosco bene:
è il migliore e il più vecchio amico di mio figlio:
la prova è una Polaroid di loro due bimbi sul divano del mio salotto su cui Marco stesso ha scritto: "amici dall'87" ...
Insieme hanno frequentato la dura scuola della maestra Del Sordo.
Insieme hanno giocato nello cortiletto di via Tarantino. Hanno preso parte agli incontri, non proprio o non solo mistici, del M.e.g. nella parrocchia di S. Giovanni dei Fiorentini.
E in caldi dì di luglio, se il mare di Licola era inquinato, si sono tuffati insieme nella sabbia della spiaggia durante la singolare colonia de "Le dune".
E poi la Pasqua a Parigi, il divertimento, anche a scrocco, ad Eurodisney.
I campeggi, il vino, le risate, l’ autopsia della gallina rubata...
Hanno anche studiato e superato la difficile maturità al liceo Sannazzaro.
E poi l'università.
Io Marco lo conosco bene: per me è un ragazzo speciale e gli sport che pratica: kenpo, snowboard, portiere di calcio non sono banali.
In questa epoca superficiale, volgare e consumista è stato sempre serio, determinato, educato, misurato, non spendaccione e poi gli ho sempre riconosciuto una qualità davvero unica oggi rarissima e che molti non sanno nemmeno che cosa sia: l' amor proprio.
Una ragazzo così speciale, sono sicuro, sarà un medico altrettanto speciale: coscienzioso nelle diagnosi e nelle terapie, sensibile alle esigenze e sofferenze degli ammalati.
Saprà farsi ricompensare adeguatamente dal paziente ricco, ma sarà appagato dal semplice sorriso riconoscente del povero.
Auguri, Marcolino, a te e alla tua bella e degna famiglia.
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