Mia cara 500, amica mia, oggi per te io scrivo una poesia:
lo voglio dire al mondo quel che sento
e che d’averti tanto amata non mi pento.
Ora che il passo è lento ed il cruscotto spento
ora che il motor non parte,
(e nel metrò sei già opera d’arte),
non scordo che correvi come il vento
con la cappotta aperta, come una Ferrari...
...eri davvero un mezzo senza pari.
Tutto con te noi potevamo osare:
il traffico di Napoli sfidare,
in scuole lontane andare a lavorare,
con gli amici paesi lontani visitare,
dentro di te è stato bello amare,
cieli stellati, lune rosse stare ad ammirare,
a mete lontane sognare di arrivare,
e poi i figli piccoli cullare.
Rapita e ritrovata, annegata e poi asciugata.
Ammaccata e ritoccata,
per il tuo cuore stanco forse occorre un trapianto.
Ma senza anestesia? oppur l’eutanasia?
No, non temere amica mia preziosa...non ti lascio,
non ti mando allo sfascio:
io che ho avuto solo te,
io non ti lascerò per cercare nuove vetture.
Tu per me sei cara più di ogni altra cosa
e perciò, cara, tranquilla ora riposa.
Letizia Marino
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