Oggi muore Y.Arafat.
E’ un giorno triste che la Palestina ricorderà per sempre, dato che la tenacia di quest’uomo,la capacità di riuscire a gestire e a difendere in condizioni precarie il suo “paese”, la forza per poter reagire di fronte alla miriade di attentati che gli sono stati fatti, difficilmente verranno dimenticati.
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Oggi muore Y.Arafat.
E’ un giorno triste che la Palestina ricorderà per sempre, dato che la tenacia di quest’uomo,la capacità di riuscire a gestire e a difendere in condizioni precarie il suo “paese”, la forza per poter reagire di fronte alla miriade di attentati che gli sono stati fatti, difficilmente verranno dimenticati.
Il suo personaggio ha sempre diviso i giudizi politici, infatti secondo alcune potenze mondiali, Y.A. è stato il mandante di numerosi attentati terroristici soprattutto ai danni di Israele.
Questa cosa però mi lascia perplesso, poiché A. è considerato terrorista da quelle stesse persone le quali senza farsi scrupoli, senza minimamente tenere in considerazione le più elementari regole dei trattati internazionali, proprio qualche mese fa hanno alzato un muro che divide Israele e la Palestina;è considerato terrorista da persone che occupano, illegittimamente, un territorio con l’esercito a detta loro per “prevenire” attentati terroristici.
(Penso che formula ideologica più pericolosa per giustificare comportamenti illegittimi al 100% non possa essere utilizzata, è come dire :”faccio una guerra per non far scoppiare una guerra”…TREMENDO!!)
Personalmente quello che penso di Arafat è che sia stato un uomo politico, forse uno dei pochi, veramente spinto in ciò che faceva da un ideale forte: LA LIBERTA’ della sua PALESTINA!Con una forza d’animo fuori dal comune, che di fronte a difficoltà che avrebbero scoraggiato chiunque, non si è lasciato travolgere dagli eventi, ma ha reagito in maniera esemplare, riuscendo a meravigliare per la sua capacità di “resuscitare” anche i suoi più acerrimi nemici i quali spesso e volentieri l’hanno dato per uomo politico finito.
Y.A. non voleva la guerra, come molti credevano o volevano far credere, ma la pace e questo solo alcune nazioni l’hanno capito.
In conclusione vorrei citare uno degli eventi più importanti della sua vita, l’anno in cui è stato premiato con un nobel per pace (1994), proprio a voler sottolineare che ad Arafat ciò che più interessava era il benessere del suo popolo e sapeva che per poter raggiungere questo scopo doveva ricercare a tutti i costi e a qualunque prezzo LA PACE, però senza dimenticare di far valere i legittimi interessi del suo paese…forse se tutti i suoi interlocutori israeliani fossero stati come Rabin oggi Arafat se ne sarebbe andato più serenamente.
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