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Pesca Surfcasting

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Inviato da TreCool 21 Lug 2007 - 19:01

SURFCASTING Lancio nell'onda. Questo, letteralmente, significa surfcasting.
Infatti la disciplina ha due elementi caratterizzanti: il lancio e le onde del mare.
Il campo d'azione è la spiaggia e le attrezzature sono studiate per permettere lanci lunghi e facili con piombi anche pesanti (170 gr.) conservando però sensibilità alle toccate del pesce. Il lancio è una componente così importante che occorre parlarne...

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Occorre precisare che non sempre bisogna lanciare le esche al confine conosciuto del mare: spesso, anzi, i pesci pascolano a pochi metri dal bagnasciuga. Tuttavia, sono molte le occasioni che sono accessibili solo a chi è dotato di una buona tecnica di lancio.
La tecnica di lancio più usata e conosciuta è quella che prevede la canna alle spalle del lanciatore, piombo a terra e bandiera (distanza dall' apicale della canna e piombo) corta.

Braccia alte, si imprime velocità alla canna con la sola forza delle braccia - il busto partecipa molto poco - e quindi al piombo che vola sopra il lanciatore e si proietta a mare.
E' una tecnica molto semplice ma, se usata con canne elastiche, ancora efficace soprattutto con piombature superiori ai 150 grammi. Ma a questa tecnica se ne sono aggiunte altre due usate anche dagli atleti del "lancio tecnico", disciplina svolta sotto l'egida della FIPSAS e che oggi ha nei lanciatori italiani fortissimi interpreti.

 Le due tecniche sono il pendulum o pendolare, e il ground. La prima è basata sull' energia del movimento impresso al piombo che oscilla nella fase di caricamento, sulla partecipazione attiva delle gambe e del busto a tutta l'azione e sull'importanza della "chiusura", cioè la fase finale del lancio, quando si lancia il piombo. In questa fase la mano sinistra (la destra per i lanciatori mancini) tira con forza il tallone della canna verso l'ascella , mentre il braccio destro (il sinistro se mancini), da semichiuso, si distende nella direzione del lancio accelerando e aggiungendo energia al gesto atletico. E' la tecnica che permette di raggiungere le massime energie cinetiche (tanto che occorre un apposito paradito per non tagliarsi il dito che trattiene il nylon) e le massime distanze, anche se occorre allenamento per ottenere quella fluidità senza la quale la forza è inutile. L'altra tecnica, il ground, ha le stesse caratteristiche tecniche del pendulum ma al contrario di quello prevede che il piombo parta dal terreno. La canna sarà dietro il lanciatore, lateralmente, e tanto più la punta della canna sarà spostata verso la spalla opposta a quella della mano che impugna la canna in alto, tanta più energia cinetica si imprimerà al piombo.

Il movimento in questo tipo di lancio è lateralizzato, nel senso che la spalla destra (sinistra se mancini) del lanciatore è, in partenza, orientata lateralmente, verso la canna, per poi finire al termine dell'azione di fronte al punto mirato, avendo "trascinato" la gamba su cui poggiava in partenza il peso del corpo. A dirlo è complicato, a farlo lo è molto meno, ma occorre trovare il giusto timing altrimenti è facile spedire il piombo in direzioni non volute. In tutte le tecniche, se si ha il coraggio di caricare il mulinello con nylon sottili (0.16) e affidare al solo parastrappi (shokleader) lo sforzo del lancio, i metri in più si vedono. La pesca ha poi un fascino tutto suo, dovuto forse alla notte - il surfcasting si fa durante le ore notturne - e alle prede che popolano i nostri sogni prima ancora che il mare di fronte.

Prede

Quando si pensa al surfcasting, si pensano a quei pesci che, agli albori della disciplina, sulle riviste di pesca riempivano pagine e ricordi. Spigole, ombrine, razze, gronghi enormi e via dicendo. La realtà del nostro mare bistrattato e sovrasfruttato è diversa e la preda più comune ma non per questo facile è la mormora sui 3 etti. Ci sono poi le spigole, le orate, i gronghi, di giorno anche i cefali e da poco tempo anche le boghe e le leccie stella, pesci che un tempo mai ci saremmo sognati di dover insidiare. Dalle canne oceaniche e mulinelli-argano (mitico il Mitchell 498 senza archetto) si è passati ad attrezzature più equilibrate alla nostra realtà, canne sensibili che possono essere tenute in mano (perché le mormore si pescano canna in mano) e cime che permettono di vedere anche il passaggio a distanza di un pesce.

Unombrina

 E' rimasto però intatto il suo fascino e sono migliaia gli appassionati che fanno gare di pesca di 5-6 ore al buio. E come spesso ci accade nella pesca, in pochi anni siamo diventati campioni del mondo. I finali delle disciplina sono diversi, ma possono essere suddivisi in due categorie: i finali monoamo e i finali pluriamo. I primi sono destinati principalmente all'orata e alla spigola, cercando di celare loro il più a lungo possibile l'amo. Sono quindi lunghi, dai 60 cm. con mare mosso ai 2 metri con mare semi - calmo o calmo.
Possono essere dotati di galleggiantini che servono a rendere più mobile e adescante l'esca. Questa è specifica. Un cefaletto vivo, un salsicciotto di sarda o una sarda intera, un bibi, un "verme americano" o una gritta (granchietto di sabbia) sono le più usate. I secondi sono costruiti in modo uguale alla pesca a fondo, con snodi e perline.

Ovviamente la lenza madre del terminale sarà tarata sul peso da lanciare. In linea generale, il finale basso parte sempre a poca distanza dal piombo e l'amo pesca quindi sul fondo.
I finali sono lunghi dai 25 cm. per i cefali ai 60 cm. per le mormore, anche se poi questi finali sono generici, diventando specifici con alcuni accorgimenti. Ad esempio, inserendo prima dell'amo perline fluorescenti si insidieranno soprattutto sugarelli, innescando fila di arenicole si insidieranno soprattutto mormore, usando due finali lunghi e attaccati alti si cercano leccie stella e pesci "da corsa", usando ami robusti innescati con tocchetti di sarda o tremoline sarà il sarago il nostro bersaglio.

In gara non si pastura, ma per pescare per i fatti propri nessuno impedisce di cercare di richiamare il pesce. Esistono apposti aggeggi da riempire con pastura a base di sarda. Se poi qualcuno andrà a pesca dalla spiaggia con bolognese e bigattini, vorrà dire che sta facendo pesca dalla riva, certo non surfcasting. Con buona pace di tutti.



http://www.pescare.net/tecniche/surfcasting.htm

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