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Sono tornata in Egitto, sul Mar Rosso: c’ero già stata (cfr. art. "Di ritorno da una vacanza sul Mar Rosso, penso a Mosè… [1]"),
ma questa volta a Marsa Alam.
Ho scelto bene l’albergo, il Blue Reef di Swan tour, a dimensione
umana, senza navette che coprano distanze chilometriche, abbastanza
vicino all’aereoporto, senza pontile, ma con accesso diretto alla barriera corallina.
E’ stata proprio la difficoltà dell’accesso a mare che mi ha delusa: camminare per un lungo interminabile tratto su scogli,
evitare buche e scivolate per poi scoprire che è impossibile tuffarsi perché c’è la
bassa marea ed i coralli affiorano, ti tagliano, e se insisti a tentare di
entrare in mare corri il rischio di sfracellarti, tanto più che la corrente è
forte e contraria! E allora aspetti e pensi che i pesci che ti girano intorno
e quasi ti accarezzano vogliano giocare e invece… zac vieni morsicata,
perché, lo saprai dopo, sono pesci che hanno depositato le uova dove tu hai i piedi e difendono la loro prole!
Non è, sia chiaro, che io ce l’abbia con i coralli e i pesci, che anzi proprio qui sono meravigliosi,
ma lamento la carenza di informazioni e di assistenza della Swan tour!
Il turista, ignaro, potrebbe tagliarsi, morire dissanguato o sfracellato,
essere divorato dai pesci, annegare senza che nessuno se ne accorga o
potrebbe distruggere per vandalismo o stupidità un bel pezzo di barriera
senza che nessuno glielo impedisca! Non mi era mai capitata una simile
incuria; anzi, al contrario, altre volte erano fin troppo attenti alla
incolumità del bagnante ed a quella della barriera
da assillarlo con continui richiami! La Swan tour, invece è avara nell’assistenza
al cliente e risparmia anche sulla bottiglietta d’acqua che non fa
trovare in camera (è la prima volta che mi capita in Egitto! ).
Si mangia benissimo però ed il mare, il deserto e il cielo stellato
sono sempre incantevoli come… la fantasia dei camerieri egiziani quando rifanno la stanza!
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