Il vecchio Bassolino si presenta alle primarie a Napoli, ma Renzi non lo vuole: è un vecchio arnese troppo ingrombante e resistente alla rottamazione, e non lo vuole chi, nonostante le assoluzioni, vede ancora troppe ombre nel suo lungo passato politico. Anche io non gli perdono la fontana in via Scarlatti, il cancello di missili, o supposte, e soprattutto la rimozione e la sparizione della porta liberty della villa comunale…
Ma non dimentico quegli anni del Rinascimento napoletano, forse anche perché coincisero con gli anni miei più belli ed ancor pieni di speranza: il recupero di quartieri degradati, il restauro ed il maggio dei monumenti, l’apertura di parchi verdi, l’arredo delle strade, la metro più bella del mondo, il duro colpo inferto al contrabbando, i maestri di strada.
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Piazza Plebiscito liberata dalle macchine è divenuta, con le sue istallazioni artistiche natalizie, simbolo della città nel mondo. Eravamo tutti con lui contro la camorra e per la legalità. Anche a Napoli comparvero i cassonetti per la raccolta dei rifiuti: sembra impossibile ma, prima, la spazzatura veniva ancora ammonticchiata malamente per le strade senza contenitori. E inoltre: come non essergli grati per l’orgoglio ritrovato di essere meridionali e di non vergognarsene più? La distanza tra Nord e Sud allora, almeno idealmente, sembrò accorciarsi. Lo stesso sentimento che provai con Ciampi e poi, per troppo breve tempo, ahimè, con Prodi. Anche io spero dunque che, dopo la cocente delusione di De Magistris, torni il vecchio Bassolino. E con lui la voglia di credere ancora che non tutto è perduto: se ci impegnamo e partecipiamo, migliorare Napoli ancora si può!
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